Protezione civile per i giapponesi

Una delegazione ospite della Misericordia studia i sistemi di gestione italiani

In Abruzzo per confrontarsi con il sistema di protezione civile italiano. È partita da Montesilvano la visita di una delegazione giapponese arrivata nella regione per studiare come gli italiani si occupano della gestione delle emergenze. A fare da Cicerone è, infatti, il gruppo cittadino della Misericordia, guidato da Nicola Pitocco. «Li abbiamo incontrati la prima volta qualche mese fa, mentre gestivamo il campo delle Misericordie d’Italia nella frazione Sant’Angelo di Amatrice. Erano venuti lì in visita a studiarne il funzionamento», racconta Pitocco. «Il gruppo è composto da ricercatori universitari. Tra di loro c’è anche il dottor Hanzawa, professore di chirurgia cardiorespiratoria all’università di Niigata, in Giappone, e ricercatore all’Istituto di ricerca calamità e ricostruzione della stessa città, nonché membro di un’equipe di medicina dei disastri. Dopo ogni calamità che si verifica sul territorio giapponese, lui e la sua squadra effettuano regolarmente uno screening sulla popolazione sfollata allo scopo di studiare la correlazione tra trombosi delle vene profonde degli arti inferiori, insorte in seguito alle calamità, e le condizioni in cui vivono gli sfollati».

La prima tappa della delegazione giapponese, martedì, è stata il Centro di accoglienza e smistamento delle popolazioni terremotate di Porto Sant’Elpidio, nelle Marche, gestito dalla Protezione civile. Il gruppo nipponico ha raggiunto subito dopo l’Abruzzo, dove resterà fino a oggi. Queste le tappe: il Coc di Penne, la prefettura e la questura di Pescara, il comando dei vigili del fuoco sempre del capoluogo
adriatico. «Oggi raggiungeranno, invece, L’Aquila, per studiare il Progetto Case», aggiunge Pitocco. «In Giappone non hanno un sistema di protezione civile come il nostro. Ecco perché sono particolarmente interessati al suo funzionamento».

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